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Il Paradigma di Kuhn – atto secondo
27 Jan 2018 — 28 Feb 2018
Il Paradigma di Kuhn – atto primo
21 Jan 2018 — 31 Mar 2018

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Ogni colore dipinge se stesso e anche gli altri

Eugenia Vanni

30 Sep 2017 — 11 Nov 2017
Extra Moenia

Helena Hladilovà, Namsal Siedlecki

29 Jun 2017 — 11 Sep 2017
Lo Spazio Punto

Marco Andrea Magni

06 Dec 2016 — 18 Feb 2017
An Archaeology of The Oath

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Notte in Bianco

Serena Vestrucci

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Lotteria Immanuel

Christian Manuel Zanon

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Tapping in The Dark

Edith Dekyndt, Sophie Giraux, Mario De Brabandere

22 Sep 2015 — 21 Nov 2015
To Be Titled

João Freitas

02 May 2015 — 25 Jun 2015
Vaalbara

Giovanni Giaretta, Renato Leotta, Cesare Pietroiusti

17 Feb 2015 — 12 Apr 2015
Allegoria #2. La Pittura Oltre se Stessa

Angelo Sarleti, Michele Tocca

19 Sep 2014 — 19 Nov 2014
Point of View Pitture Imperfette

Sara Enrico, Helena Hladilovà, Pietro Manzo, Giovanni Oberti

16 Mar 2014 — 26 May 2014
De Sculptura

Giulio Delvè, Namsal Siedlecki

24 Sep 2013 — 16 Nov 2013
Il Primo Giorno di Sole

Serena Fineschi

04 May 2013 — 30 Jun 2013
Genealogia #3

Francesco Carone

09 Mar 2013 — 30 Apr 2013
Più Giovani di Così non si Poteva

Marco Andrea Magni

27 Oct 2012 — 05 Jan 2013
Mein Gebiet

Luca Cutrufelli

22 Jun 2012 — 31 Jul 2012
Genealogia #2

Giovanni Ozzola, Remo Salvadori

17 Mar 2012 — 30 Apr 2012
Genealogia #1

Emanuele Becheri, Carlo Guaita

22 Sep 2011 — 11 Nov 2011

Mein Gebiet


Luca Cutrufelli

22 Jun 2012 — 31 Jul 2012
Opening: 22 Jun 2012


E’ Mein Gebiet l’azione di “auto-reclusione” di cui sarà protagonista l’artista siciliano Luca Cutrufelli (Messina, 1982), che per una notte resterà rinchiuso in una nicchia in mattoni recuperata all’interno della Galleria FuoriCampo di Siena. Un atto artistico che riflette sul concetto di “nicchia” - intesa sia come struttura materiale sia come categoria concettuale - assunta a simbolo dell’isolamento al quale spesso l’arte e l’artista condannano se stessi e diventa critica e auto-critica di un mondo spesso inaccessibile e autoreferenziale.

Non una provocazione fine a se stessa. Ma una riflessione sul mondo dell’arte sui meccanismi che lo animano e l’immagine sfavillante, ma poco aurea che dà di se, tradotta nel gesto estremo dell’artista che si fa opera vivente. Esperienza “di confino e di confine”. L’auto-limitazione temporanea della propria libertà di azione trasforma l’arte in liber-azione, per riflettere sulle dinamiche sociali che generano le forme dell’esclusività nel quale il soggetto si trova calato in maniera più o meno consapevole, combattuto fra l’essere e il dover essere l’aspirazione all’individuazione e la ricerca del proprio spazio di realizzazione in questo mondo si trova così condizionata dalle norme consuetudinarie del gruppo a cui l’individuo appartiene, confinando la sua libertà dentro un certo perimetro.

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